Quantcast
Madre e figlia avvelenate con la ricina: Gianni Di Vita in Questura
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Madre e figlia avvelenate con la ricina: Gianni Di Vita portato in Questura

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Si accende il giallo di madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella. Perquisito lo studio di Gianni Di Vita, poi l’arrivo in Questura.

Blitz della Polizia questa mattina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Larino sulla morte per avvelenamento da ricina di Antonella e Sara, ovvero madre e figlia decedute. Dopo gli accertamenti su computer e pen drive, ecco la novità: gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso e gli uomini del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno effettuato una perquisizione nello studio del commercialista Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne, e una successiva.

Carabinieri
Carabinieri – newsmondo.it

Madre e figlia avvelenate con la ricina: la perquisizione

Gianni Di Vita, marito e padre di Antonella e Sara, al momento, non risulta indagato nel fascicolo per duplice omicidio. Dopo la prima perquisizione, il commercialista è stato portato in Questura. Gli agenti sono poi intervenuti anche nel secondo studio di proprietà dell’uomo, in via D’Amato a Campobasso, dove sono rimasti a lungo per effettuare ulteriori accertamenti.

Gianni Di Vita portato in Questura: i dettagli

Le operazioni nell’ufficio sono terminate alle 10.45. Al termine della perquisizione, Gianni Di Vita è salito a bordo dell’auto della Squadra Mobile ed è stato accompagnato in Questura. L’ufficio si trova di fronte all’abitazione della famiglia Di Vita-Di Ielsi. Le informazioni sull’attività investigativa sono state riportate dai canali social del Tg1.

Nel fascicolo aperto dalla Procura di Larino per il duplice omicidio, al momento, non risultano persone iscritte nel registro degli indagati.

Lo stesso studio di via D’Amato era già stato interessato da un sequestro lo scorso 31 luglio. In quell’occasione erano stati acquisiti un computer desktop Lenovo e dieci pen drive. Il provvedimento era stato successivamente convalidato il 3 agosto.

Proprio sui dispositivi sequestrati sono iniziate ieri, 28 settembre, le operazioni di copia forense, estrazione e indicizzazione dei dati. L’attività è stata affidata agli specialisti della Direzione Centrale Anticrimine-Servizio Centrale Operativo e rientra nell’accertamento tecnico irripetibile disposto dalla Procura di Larino.

Le verifiche sul materiale informatico rappresentano quindi uno degli elementi dell’attività investigativa in corso, mentre le perquisizioni eseguite questa mattina aggiungono un nuovo passaggio agli accertamenti sulla morte delle due donne.

Leggi anche
Delitto di Garlasco, l’ex Ris Portera: ‘Non ho analizzato il DNA trovato sulla bici”

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2026 12:45

Delitto di Garlasco, l’ex Ris Portera: ‘Non ho analizzato il DNA trovato sulla bici”

nl pixel